News

  • Il ciclismo per chi lo conosce (reloaded)

Il ciclismo per chi lo conosce (reloaded)

Dedicato a chi ama questo sport ,sperando ci si possa ritrovare

Difficile esprimere con parole quello che la bicicletta è in grado di trasmettere in termini di emozioni e sensazioni, soprattutto per chi ne ha fatto ormai una componente stabile della propria vita. E’ in fondo un banale insieme di metalli più o meno pregiati ,solo qualche chilo sotto una sella da cavalcare ma ,pur essendo una delle più geniali e longeve invenzioni meccaniche della storia ,è incredibile quanto riesca a portarti oltre. Se sei un vero ciclista  vivrai sicuramente il rapporto con la tua bicicletta in una dimensione che va oltre quello con un semplice seppur prezioso oggetto , qualcosa che invece trascende più nella sfera delle emozioni e dei sentimenti privati, quelli che a volte non vogliamo condividere con nessuno , quelli che fanno parte solo del proprio personalissimo universo.Con la bici si va oltre ,si supera,si ragiona,si ricorda , si dimentica, si può parlare da soli ,o parlare con chi vuoi tu anche se non ti sente ,si capiscono gli errori fatti, si può pianificare un futuro, si pensa a cosa si sarebbe dovuto dire o fare , oppure a cosa non si sarebbe dovuto dire o fare, si possono alimentare le proprie paure ed i propri desideri, si possono sedare le proprie inquietudini. Niente mi fa liberare la mente come quando pedalo ,niente mi aiuta di più nel momento di prendere le decisioni importanti.Dio solo sa quanto può esserti di aiuto quando la mancanza di qualcuno ,che magari ci ha lasciato per sempre,ci lacina il cervello e non ci fa trovare pace in nessun luogo.Con la bici vai oltre  ,superi con meno difficoltà anche i momenti bui della tua esistenza.E’ incredibile notare  quanto si intersichino  psiche e corpo nel nostro stare sui pedali: chi non ha provato la stupefacente sensazione di come le gambe girino forte se siamo sereni o felici per qualcosa che ci è accaduto ? Si può stare dietro un vetro per delle mezz’ore , scrutando le nubi minacciose in un’inquieta attesa che alla fine ci porti fuori ,esattamente come quando attendiamo con ansia che arrivi in fretta chi stiamo aspettando per portarci oltre. Non so se la bicicletta abbia degli aspetti negativi , probabilmente ne ha ,ma per niente di questi rinuncerei a quelli positivi. Sono in grado di accettare anche quelli : e’ considerato uno sport pericoloso e credo a ragione . Si cade coperti solo da pochi centimetri quadrati  di tessuto , poche protezioni ,giusto un casco o poco più .Si pedala senza sapere che succede o chi sta arrivando dietro di noi, si pedala a 40 all’ ora a pochi centimetri da altri corridori, ci si butta a capofitto in discese a traffico aperto , anche senza una ragione .Ma anche questa è una metafora della vita: possiamo essere forti , superare ogni asperità od avversario ma ,come nella vita, siamo anche estremamente fragili,vulnerabili. .Il ciclismo azzera : quando pedali con altri non ci sono stati sociali, non conta se sei benestante o fatichi a sbarcare il lunario, tutto si azzera nella fatica comune,pero’ salta sempre fuori la tua vera natura : altruista ,generoso prepotente, leader ,competitivo;come vai in bici o stai in gruppo dice tanto di te.Il ciclismo credo possa essere classificato uno sport di squadra solo a livello professionistico , per il resto rimane estremamente individuale ma non per questo poco socializzante: in sella nascono forti amicizie, amori, o anche semplici conoscenze, si rafforzano sensi di appartenenza ad un gruppo, orgogliosi di indossare una stessa maglia , ci si mette continuamente alla prova in un sano agonismo con i compagni di fatica.Si parla, si scherza, ci si confronta ,ma quando poi si inizia a pigiare forte sui pedali cala il silenzio,solo il rumore delle catene ed il fruscio inconfondibile dei copertoni sull’asfalto, ognuno chiuso nelle proprie sensazioni e nella propria fatica , teso a non perdere quelle ruote davanti che pian piano si allontanano .Il ciclismo penso sia tra gli sport che più di altri consenta di ascoltare il proprio corpo: abbiamo spesso ascoltato professionisti affermare “ ho avuto buone sensazioni in allenamento “.Sensazioni .Quale ciclista evoluto non è in grado di riconoscere dalle prime pedalate come sta?O come sarà l’allenamento o la gara? Ci si impara a conoscere: le gambe, la schiena, i lombari , si ricerca la miglior postura in sella.Si diventa maniacali , le tacchette, l’altezza sella , l’ arretramento ... si impara , ci si evolve , è la nostra passione e lo merita .Sono tornato a gareggiare :di quei momenti mi mancava il sapore dell’attesa prima della gara,i rituali, l’adrenalina della partenza, della volata finale, quella fatica profonda che poi ti svuota, quella sensazione di fornace interna che ti brucia forte per ore, dovuta al metabolismo che se n’e’ andato alle stelle.Ricordo anche tanto stress  per un legittimo desiderio di primeggiare ,ma ho cercato sempre di far sì che valori importanti , come la lealtà, la riconoscenza o l’amicizia non venissero sopraffatti dal desiderio di un piazzamento in più, di un’affermazione che magari ci appaga al momento ma di cui poi non si ricorderà più nessuno,forse nemmeno noi. Ho imparato anche ad apprezzare un ciclismo diverso , più nella sfera del wellness e della condivisione  che dell’agonismo esasperato. Viverlo solo come piacere allo stato puro , senza assillo di medie o watt da tenere , fermandosi incontrando una pianta di fichi o more, scattando la foto ad un paesaggio che ci toglie il respiro o rubando un bacio alla persona cara ad una sosta . Non so se questo sia definibile come felicita’ ma sicuramente ,se non vorresti essere altrove o a fare altro in quel preciso momento, penso ci si avvicini molto. Sono le cose semplici che ci fanno star bene ,in bicicletta come nella vita ...e ci piace così. Angelo