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  • Il virus non ha gambe ma potrebbe avere ruote.

Il virus non ha gambe ma potrebbe avere ruote.

Il ciclismo ai tempi del Coronavirus.

Ci siamo ricaduti. Pur se prevista ampiamente da diverse Cassandre la seconda ondata di contagio COVID ci sta travolgendo, cogliendoci ancora impreparati se ,come pare, richiuderà di nuovo in casa tutto il Paese. Nuove norme , zone rosse , arancioni , gialle ed anche noi ciclisti siamo chiamati a fare la nostra parte.Il virus non ha gambe , usa le nostre per spostarsi in poco tempo da città, regioni e Stati per compiere il suo nefasto lavoro.Togliamogli almeno le nostre ruote: se le buone regole comportamentali di marzo non sono andate in soffitta restano al bando le piacevoli uscite di gruppo : pedalare come si fa a pieni polmoni , magari senza mascherine ,uno in fila all’altro, con le pericolose droplets emesse fino a 10 metri se in scia (che ci dicono potenzialmente respirabili anche in bici ) ,sono comportamenti sicuramente da evitare . Non è un gran sacrificio in fondo. Opinabile altresì vedersi contestare, come successo,  la pedalata terrritoriale con il partner, con il quale si divide tutto , solo perché il DPCM...purtroppo stavolta non lo prevede per i congiunti 🙄 .Qualche perplessità anche sugli stringati spazi comunali... ma su questo ci si può ingegnare. Fuori luogo a mio parere ,di fronte alle difficoltà comuni ,le tante discussioni sui social ,con tanto di uffici legali interpellati, su cosa si può e non si può fare in campo ciclistico. L'attività ciclistica è importante nella nostra vita in quanto appassionati, ma come lo sono del resto  le altre attività sportive per i vari praticanti che se le sono viste bandire o limitare . Ben altre sono le rinuncie alle quali hanno dovuto piegarsi intere fasce di popolazione.Qualcosa è cambiato nei nostri rapporti interpersonali negli ultimi mesi: da tutti uniti a cantare sul balcone sotto lo striscione " Andra' tutto bene " agli scontri in piazza con negozi danneggiati o svaligiati .Il virus che inizialmente ci aveva avvicinati ora tende a dividerci . Il rischio di scontri tra categorie di cittadini ,alimentato da un crescente disagio sociale, non è cosi remoto . Del resto prima o poi  emerge sempre l'interesse per ciò che maggiormente impatta sul proprio quotidiano ed il solco tra il punto in cui finisce la propria libertà ed inizia quella degli altri rischia di acutizzarsi . Può infastidire cambiare un poco le nostre abitudini od il nostro stile di vita ma non va scordato mai il contesto generale in cui stiamo vivendo, giusto per dare il corretto peso alle cose ed uscirne al più presto , grazie al contributo di tutti.