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Ciclabili croce e delizia

Il punto di vista di chi dovrebbe utilizzarle ma....

A quale ciclista ,più o meno evoluto ,non è capitato di percorrere un tratto di asfalto ,statale provinciale o comunale che sia ,che prevederebbe l’utilizzo di una ciclabile presente ai lati della strada ? Penso più o meno a tutti . Ciò scatena negli zelanti automobilisti che ci sorpassano le più strampalate e incaute reazioni ,e ciò anche se la percorrenza sulla strada principale non crea intralcio di nessun tipo alla circolazione. Alcuni si attaccano al clacson , altri abbassano il finestrino gridando “ ciclabile !” , altri si limitano ad indicarla con ampie sbracciate , alcuni arrivano anche a sfiorare volutamente gli “indisciplinati “ pedalatori. La mia riflessione e’ che ben vengano le amministrazioni che contribuiscono alla costruzione di ciclabili per rendere più sicuro il trasferimento tra paesi o la gita fuori porta in bici delle famiglie o la possibilità fare sport come il running , lo skating o la semplice passeggiata con la persona del cuore od il proprio animale preferito. Tutto positivo e civile . Un ulteriore aspetto che comunque non viene preso in considerazione, e che la maggior parte degli automobilisti ( non ciclisti ) non ricorda , e’ che il ciclismo, sport praticatissimo ed in gran espansione ,non ha spazi tipici che caratterizzano altre discipline : non ha palazzetti , non ha campi o vasche ...ha la strada . E ciò perché ,per chi vuole praticarlo a certi livelli o comunque vuole allenarsi in maniera seria , sono necessari i  km , la velocità ,i rilanci , anche pedalare in gruppi più o meno numerosi . Da sempre è stato così . Pensare di far percorrere km di ciclabile ad un ciclista che si vuole allenare , a 35 all’ora , magari in gruppo , tra archetti pericolosi ogni 100 metri, tra cani con guinzagli allungabili da far rientrare per tempo o passeggini, tra runners o pattinatori da avvisare gridando , penso non sia cosa saggia. Di qui ritengo che la percorribilità di una ciclabile dal parte di un gruppo in allenamento o anche di un singolo dovrebbe essere una libera scelta e non un obbligo .Cio’ anche perche’ succede che il gruppo in allenamento sia molto numeroso ed il fatto di essere “dirottato “ obbligatoriamente su un budello di asfalto , tra altri legittimi utilizzatori ,su un terreno  a volte maltenuto ,tra  radici pericolose  che fuoriescono ,può essere sicuramente meno sicuro per tutti. Rimane altresì il fatto che maggior disciplina sarebbe auspicabile e necessaria nel momento in cui il ciclista od il gruppo percorrono  la strada fuori ciclabile: mantenere una doppia fila o un ventaglio per vento ,creando carreggiate ristrette ,non agevolerà sicuramente la causa. Come sempre dovrebbe accadere il buon senso ed il reciproco rispetto tra ciclisti ed automobilisti dovrebbero essere la regola . Angelo