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  • Il ciclismo per chi non lo conosce (rewind)

Il ciclismo per chi non lo conosce (rewind)

Parole in libertà per ciclisti ...ed anche non ciclisti , ma con l’augurio che possano contribuire a diventarlo .

Perché il ciclismo , lo sport che abbiamo scelto di vivere , ci risulta così incredibilmente affascinante ? Forse perché contiene  molte cose di cui è composta la felicità : il benessere , la salute, le gratificazioni ,la serenità,l’amicizia, la condivisione , lo stare all’aria aperta , il godere della natura, lo stupirsi per posti che possono essere fantastici , arrivandoci  unicamente con le proprie forze. Per chi poi ha un po’ di fortuna in più, anche l’Amore. In ogni caso è sempre tutto incredibilmente Vita . Ti fa pensare , ti permette di non pensare , ti rilassa, ti rappacifica con il mondo.E anche dal punto di vista chimico è sempre un’esplosione di endorfine che ti travolge. Ed è così per mille altre ragioni che con la chimica nulla hanno a che fare: piuttosto con il tempo e lo spazio ,dimensioni che riguardano in fondo la vita ,il nostro modo di essere e lo stile di vita che perseguiamo.Perché la bici non è altro che un mezzo che accelera te stesso . Devi comandarla, guidarla, ma anche spingerla e rispecchia fedelmente ciò che hai da dargli , che non ha altro movimento che non il tuo e che  impone sacrificio, voglia , coraggio .Poi  fedelmente ti ripaga di tutto il tempo che le hai dedicato. Lo capisci ogni volta che esci che è così : ogni volta che inizia una salita ed i muscoli cominciano a tendersi, il cuore ad accelerare, i polmoni a gonfiarsi , la bocca a seccarsi .Lo capisci ogni volta che esci con il sole e ti sorprende un temporale improvviso ,che ti allaga fino alle ossa e ti penetra nelle scarpe .Lo capisci quando d’inverno esci con l’abbigliamento giusto ed alla prima discesa ,nonostante i guanti, le mani sembrano irrigidirsi come sassi e le orecchie ed il naso bruciano anche dopo  un’ora di doccia bollente .Lo capisci nelle afose giornate estive , quando tutta la città ancora riposa e ad un’ora dall’alba tu già stai pedalando per goderti quella impagabile frescura del primo mattino e poter rientrare prima che il sole ti spacchi picchiando forte sul casco. Lo capisci quando un camion ti sfiora ad 80 all’ora e lo spostamento d’aria quasi ti fa cadere e ti fa battere forte il cuore e tremare le gambe. Lo capisci quando arriva improvviso  il vento contro ma mancano ancora 20 km a casa e le forze ti stanno abbandonando, la velocità che scende di colpo  e cerchi di non pensare che ti abbandonino davvero. Lo capisci quando all’inizio quella montagna da scalare ti sembra un gigante insormontabile ma poi , girandoti in vetta e guardando la valle percorsa, assume una dimensione completamente diversa. Sui pedali ti fai piccolo, affronti un problema alla volta , raggiungi , superi,scali ed arrivi . Se sei bravo continui a farlo anche quando scendi di sella e ti aiuta. Altrimenti sei costretto a risalirci nel minor tempo possibile .Marco Pantani diceva che andava così forte in salita per ridurre l’agonia. Per noi ciclisti “ normali “ quell’agonia  non è un nemico da sconfiggere ma qualcosa che ricerchiamo ,non la vogliamo abbreviare andando più veloci, ce la vogliamo gustare fino in fondo perché in realtà  è quello a cui ambiamo , una benefica fatica da gestire e domare ma che ci fa sentire incredibilmente vivi ad ogni età  .Angelo